Io sono opposti, io sono antitesi di me stesso. Se entrate, non fate baccano.

Premetto che son del nord Italia

Decido di andare in palestra, già ci vado di mio, ma ultimamente per tenermi la mente occupata ci vado più spesso e ci resto più a lungo, comunque sia, mi cambio e preparo, quando all’improvviso, un signore  sulla quarantina mi rivolge la parola e ci si raccontano due balle. Capita spesso negli spogliatoi di fare due chiacchiere con perfetti sconosciuti. Dunque iniziamo col parlare di allenamento, e successivamente si va a parare sull’alimentazione e quindi poi di cibo e da lì accenno ai chili che ho messo le volte che son sceso in Sicilia, al che mi salta fuori con “Ne so qualcosa,io son siciliano!” e così a pesce gli domando di dove. Ecco, probabilmente la mia reazione alla sua risposta non se la sarebbe mai aspettata “no.. davvero!?”( non oso immaginare la mia faccia) al che sfodera il cellulare e mi mostra una foto… Castellammare del Golfo fotografata dal Belvedere… Al che alla mia reazione devo dare una spiegazione e da lì passo il resto dell’allenamento a parlare e vedere foto di Castellammare e i suoi vicoli, la Marina, la Villa, il castello, Trapani fotografata da Erice e, tanto per cambiare, casa sua, praticamente sull’angolo due traverse sotto casa di lei.

Fortuna volevo tenere la mente occupata.

Se non altro è stato comunque un dialogo piacevole, nonostante mi ritrovassi spesso e volentieri a ridere con espressione sconcertata da questi casi della vita…

Le coincidenze… già…

Vorrei essere un po’ più Jedi e un po’ meno Sith

E quel  ” ma certo che va tutto bene, perchè non dovrebbe?” mi si è conficcato nella testa.

Aver riallacciato con lei mi ha fatto capire che erano ormai mesi che per me lei non c’era più, dentro me. Ormai mi ero perdonato, l’avevo perdonata, l’avevo superata. Fare pace col proprio passato, questo ho fatto, l’avrei fatto comunque prima o poi.

Sono stanco. Sono stanco che i miei sentimenti vengano calpestati. In parte la colpa è mia, ma se amo, amo totalmente, non a metà, non a giorni alterni, non a caso. Non mi trattengo. Come puoi trattenere una fiamma che divampa?

Ti dissi “ti amo” e tu me lo dicesti una due tre quattro volte e ancora, e ad ogni volta che lo dicevi, piangevi sempre più di felicità. Ti scoppiava dentro mi dicesti. Ed io non potevo fare altro che stringerti abbracciarti e tenerti a me ed essere felice, felice davvero.

Ed ora cosa mi rimane? Un ricordo che taglia come il vetro e il tuo “ti amo” che si ripete in un eco sorda. 

"Mi hai fatto tornare il sorriso, ora permettimi di ricambiare"

13/08/2013

Scrivo, pubblico e cancello, per l’ennesima volta, i miei post. Perché? Perché sono combattuto tra la stanchezza del ripetermi e il non capire e il sognarti ogni fottutissima notte e il rassegnarmi all’evidenza e il bisogno di tirarmi fuori tutto quello che ancora sento e provo.

La risposta è solo una: non mi vuoi più. Non ha importanza il perchè? il come? il per chi? il per cosa? 

Sembra ieri quando entrasti per la prima volta in camera mia e appendesti sul mio letto, senza dirmi o chiedermi nulla, il cattura sogni e poggiasti due conchiglie sulla mia libreria dicendo “così hai anche un po’ della mia terra”. Quei piccoli gesti affondarono nel mio profondo come niente aveva mai fatto prima. Ogni notte, prima di addormentarmi, vedevo questi tuoi piccoli regali, ed ogni notte andavo a letto con il sorriso, perché, in qualche modo, tu eri sempre lì con me.

Le piccole cose si annidano nel profondo, da dentro ti coccolano, ti rassicurano, ti scaldano, ma quando tutto finisce, si aprono a forza un passaggio nei ricordi irrompendo nella mente, riproponendosi ancora e ancora dietro le palpebre come vivide immagini.